Imperiale Contrada
della GIRAFFA

Piu' alta la testa, piu' grande la gloria

" Là, là, là, . Che è, che è ? Ecco la schiera della Giraffa: ecco noi. Oh! oh! oh! qui sarà altro che parole! " La descrizione del Gioco delle pugna, contenuta nelle novelle di Gentile Sermini, da cui è tratto il brano in testata, è il primo documento ad oggi conosciuto in cui appaiono nominate le Contrade con il loro nome attuale e fra queste è la Giraffa, unitamente alla Chiocciola. Si ritiene che il gioco in parola si sia svolto intorno all’anno1424.

Le Origini

La descrizione del Gioco delle pugna, contenuta nelle novelle di Gentile Sermini, da cui è tratto il brano in testata, è il primo documento ad oggi conosciuto in cui appaiono nominate le Contrade con il loro nome attuale e fra queste è la Giraffa, unitamente alla Chiocciola. Si ritiene che il gioco in parola si sia svolto intorno all’anno 1424.

La Giraffa è citata anche in una lettera che il cancelliere di Francesco Sforza, duca di Milano, scrisse ai Governatori di Siena il 20 agosto 1458.
La successiva notizia si ha nel 1482, quando la Giraffa e la Chiocciola uscirono per le vie della città in segno di gioia per il ritorno dei Riformatori al Governo. In segno di riconoscenza la Balia inviò agli abitanti di San Pietro a Ovile di Sopra una vitella , delle ceste di pane e una botte di vino.
Le due Contrade sono citate anche nel 1489 per la loro partecipazione al Palio della Maddalena, per cui ricevono un compenso, forse per aver contribuito ad arricchire la festa sfilando con le macchine suddette e successivamente nelle cacce ai tori che hanno inizio in quel periodo.
Da questo momento la Giraffa partecipa con continuità alle manifestazioni ludiche, di nuovo ad un giuoco di pugna nel 1494 e nel ‘500, quando le Contrade si sono ormai consolidate nel numero e nella denominazione attuale, alle cacce ai tori generalmente organizzate per le feste di agosto. Descrizioni abbastanza dettagliate e ormai conosciute della sua partecipazione si hanno per le cacce ai tori del 1506 e del 1546 che risultarono particolarmente ricche e sfarzose.

Da ricordare è anche la partecipazione a quella del 1536 che ebbe un esito turbolento a causa di una furibonda rissa che si accese fra l’Oca e la Giraffa al momento dell’uscita dalla Piazza, perché entrambe pretendevano di essere l’ultima ad uscire. Il tumulto fu sedato dall’intervento del duca di Amalfi e causò feriti e morti.
Dopo la caduta della Repubblica le feste diminuirono di numero e di magnificenza e solo nel 1581, nella famosa festa organizzata dall’Aquila si tornò a livelli simili a quelli precedenti. Le cacce al toro finirono con gli ultimi anni del secolo, sostituite dalle bufalate o Palio con le bufale nella Piazza del Campo, preludio all’inizio del Palio alla Tonda, che sperimentato più volte nella prima metà del seicento divenne la festa per antonomasia della Contrade dopo il 1656. Riguardo alle partecipazioni della Giraffa alle bufalate, che solo in alcune circostanze furono precedute da sfilate sfarzose, si ha memoria per quelle del 1599, 1612 e del 1629 in cui risultò vincitrice.
Dopo di che, con la partecipazione al Palio alla tonda con i cavalli nella Piazza del Campo inizia la storia della Contrada moderna, per la quale rimandiamo alle pubblicazioni esistenti in proposito.


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