Imperiale Contrada
della GIRAFFA

Piu' alta la testa, piu' grande la gloria

" Là, là, là, . Che è, che è ? Ecco la schiera della Giraffa: ecco noi. Oh! oh! oh! qui sarà altro che parole! " La descrizione del Gioco delle pugna, contenuta nelle novelle di Gentile Sermini, da cui è tratto il brano in testata, è il primo documento ad oggi conosciuto in cui appaiono nominate le Contrade con il loro nome attuale e fra queste è la Giraffa, unitamente alla Chiocciola. Si ritiene che il gioco in parola si sia svolto intorno all’anno1424.

Se interessati a visitare il Museo della Contrada è possible inviare una mail a imperiale@contradadellagiraffa.it oppure contattare il Custode sig. Duccio Nassi al numero 338-7902199

Popolo e Territorio

Il popolo della Giraffa nel 2011. Un popolo di giovani.
Analisi del nostro rione e dei nostri contradaioli basata sui dati del protettorato.






Territorio

L'Imperiale Contrada della Giraffa ha giurisdizione sul territorio dell'Antica Compagnia Militare di San Pietro a Ovile di Sopra. Questo territorio, elemento costitutivo della contrada, fu delimitato dal bando della Principessa Violante di Baviera, emanato il 13 novembre 1729.

"...dalla Chiesa di S. Francesco inclusive con metà della detta Piazza verso il convento passi per l'arco ed occupando solo a sinistra occupi tutta la strada maestra fino all'imboccatura di Refe Nero e per quella scendendo pure a sinistra vada fino al vicolo

del Signor Maurizio Piccolomini e contenendo da ambo le parti le case entro detto vicolo, vada alla Piazza della Madonna di Provenzano, abbracciando quella Piazza e strade annesse con tutte le piagge verso la Madonna del Fosso e via San Pietro Ovile"



La Sede

Le prime notizie certe sulla sede della Contrada risalgono al 1686: in tale occasione la Giraffa offrì un palio alla Congregazione del Suffragio e ottenne in cambio il permesso di adunarsi nella sua chiesa, situata sotto la Basilica di Provenzano. Qui rimase almeno fino al 1693 quando la richiesta di trasportare l’immagine della Madonna del Fosso in detto Oratorio non si rese possibile. Forse fu a seguito di questo fatto che i giraffini, a proprie spese, eressero nel 1703 l’arco a protezione di detta immagine, alla confluenza di via Baroncelli con via del Fosso, nel luogo in cui era situato l’affresco della Madonna.Nel 1709 cercarono di ritornare nell’Oratorio del Suffragio, ma il tentativo non ebbe successo e nonostante ciò nel 1713 avanzarono di nuovo una supplica alla Congregazione del Suffragio per ottenere il permesso di adunarvisi con l’obbligo di offrire una libbra di cera all’anno.


Anche questo tentativo ebbe cattivo esito, per cui nel 1714 fecero analoga richiesta alla Compagnia di S. Bernardino, ubicata nel prato di S. Francesco, per adunarsi nella Cappella del Santissimo Nome di Gesù ottenendone il permesso. Le notizie della permanenza in questa sede si hanno fino al 1732, quando la Compagnia non volle più tale incomodo. Dalle notizie rinvenute emerge che questa sede fu utilizzata probabilmente solo per le adunanze, mentre le cerimonie religiose si dovevano effettuare presso l’immagine della Madonna del Fosso, salvo i periodi invernali quando chiedevano il permesso di svolgerle nell’Oratorio di San Bernardino.


Dopo di che si ha notizia certa che almeno dal 1734 la Contrada tenne le sue adunanze nella Chiesa Parrocchiale di S. Pietro a Ovile fino all’anno 1780 e dall’anno successivo nella “ nuova chiesa detta di S. Anna” acquisita in proprietà e nella quale fu trasportata l’immagine della Madonna del Fosso. Ma l’acquisizione di una sede propria non risolse il problema a causa delle dimensione e del cattivo stato della fabbrica, tanto che in occasione della festa titolare incominciò a richiedere di officiare nella chiesa di S. Pietro a Ovile.

Quando questa si rese disponibile per il trasferimento della parrocchia in S. Francesco ottenne il permesso per insediarvisi, trasportandovi anche l’immagine della Madonna del Fosso. Con il ritorno del parroco alla sua parrocchia, la convivenza con questi divenne impossibile, per cui nel 1824 si trasferì definitivamente nella Chiesa del Suffragio che officia tuttora. La contrada ottenne successivamente dall'Opera di Provenzano altri spazi adiacenti all'oratorio sotto le volte della basilica dove sono stati realizzati, a partire dal 1935, la sede storico-museale e la Società. Di tutti questi locali ha recentemente acquisito la piena proprietà effettuando un ulteriore intervento di ristrutturazione.



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